Il termine deriva dal greco ed è la definizione della sostanza di Cristo: Egli è il tutto, Egli sostiene il tutto, Egli contiene il tutto, Egli è dappertutto. Il termine Pantocrator ( dal greco “Pan” cioè tutto e “Kratos” potere, indica colui che governa l’Universo) spetta solo e indistintamente a Dio, in forza della incarnazione del Verbo, per merito e volontà sola di Dio stesso, passa di diritto a Gesù Cristo, Verbo incarnato per opera dello Spirito Santo. Indicare il Cristo Sovrano che tiene insieme il mondo e che da alla vita il suo vero significato fondamentale.
L’Icona del Cristo Pantocratore qui riprodotta dipinta nel XIII secolo, si trova nel Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai.

La sua storia è singolare infatti nel 1961, durante il restauro di una delle icone salvate dalle distruzione effettuate dagli iconoclasti, si è scoperta un’immagine sottostante risalente alla metà del VI secolo. Risulta la più antica Icona conosciuta raffigurante il Salvatore. Gesù, Egli è rappresentato giovane, come negli anni della sua predicazione; con una mano benedice, mentre con l’altra regge un libro.

Nel gesto della benedizione, attraverso la posizione delle dita, non si può notare un particolare interessante: la mano destra “benedicente”, il pollice e l’anulare della mano destra si uniscono lasciando l’indice diritto, formando l’anagramma di Cristo XC IC inoltre le due dita che si toccano indicano la raggiunta unione in Cristo della natura umana e di quella divina.

La mano ha una valenza simbolica molto forte, quando la mano di Dio tocca l’uomo questi riceve in sé la forza divina, Elia sul monte Carmelo sente su di sé la mano di Dio. In questa icona Egli ci Benedice benedicendo la nostra vita, la nostra quotidianità e ci ricorda che è sempre con noi ……. Io ho posto le mie parole sulla tua bocca, ti ho nascosto sotto l’ombra della mia mano, quando ho disteso i cieli e fondato la terra, e ho detto a Sion: “Tu sei mio popolo”……(Isaia 51,16).

romans-agnelloIl libro sacro, rappresenta il centro del paradiso e nell’apocalisse viene identificato con l’albero della vita. «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione» (Apocalisse 5,9). Il libro chiuso significa che cela il suo segreto e ci rimanda a Gesù che è la chiave di tutte le cose segrete; è tenuto ben saldamente ed ha una copertina ricca di ornamenti preziosi ………. Beato l’uomo che ha trovato la sapienza e il mortale che ha acquistato la prudenza, perché il suo possesso è preferibile a quello dell’argento e il suo provento a quello dell’oro. Essa è più preziosa delle perle e neppure l’oggetto più caro la uguaglia ……… (Proverbi 3,13-15).

Nel nimbo (ovvero stichos o clavus), il cerchio inscritto attorno al capo di Cristo, indica la luce dell’aura che circonda il capo dell’uomo che riceve la luce divina e la rimanda intorno a se vi è raffigurata una croce e le iniziali della definizione di Dio “Colui che è” ma, allo stesso tempo, esprime anche la divina regalità di Cristo. La fascia è ripresa dall’Apocalisse (1,13): “Vidi uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro Alle sue spalle le mura di Gerusalemme…”Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.” (Apocalisse 21,2 ).

Egli ci appare vestito con una tunica con un manto verde-blu, la natura umana assunta da Gesù, internamente rossa, la sua parte divina. Il tutto è il simbolo di una Luce divina soprannaturale, rivelata dal Redentore ai discepoli sul monte Tabor: “E si trasfigurò davanti a loro;  il suo volto divenne brillante come il sole, e le sue vesti bianche come la luce”.
L’icona restituisce ciò che la Chiesa difendeva teologicamente, lottando contro l’eresia monofisita: un’unità senza fusione delle due nature, umana-divina, che viene sottolineata dall’asimmetria del volto, dagli occhi, alle guance fino ai baffi. Anche dal punto di vista grafico il tratto è profondamente diverso nelle due metà.

Il lato destro della sua faccia è eternamente sereno, imperturbabile e potente, ricco di misericordia; la parte di sinistra mostra l’uomo dei dispiaceri, un uomo che condivide la sofferenza del genere umano; unite la faccia che ne risulta è una singola persona, Gesù Cristo. Il lato destro trasmette Pace divina; l’intensità dello sguardo di un Dio che non ci abbandona mai. …. Il lato sinistro non nasconde l’umana sofferenza della vita data per i suoi«la gloria di Dio risplende sul Suo volto». Cfr. 2 Corinzi 4,6.

Lo sguardo è solenne ed è rivolto all’infinito, gli occhi sono spalancati oltre i confini del tempo e dello spazio. “La lucerna del tuo corpo è il tuo occhio; se il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce” (Mt 6,22). Una descrizione bizantina di questa Icona dice: “i suoi occhi sono allegri e danno il benvenuto a coloro che non sono rimproverati dalla propria coscienza, ma per coloro che sono condannati dal loro proprio giudizio diventano adirati ed ostili.”

 

 

a cura di Padre Anatolio

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