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L’Editto di Milano (noto anche come Editto di Costantino, Editto di tolleranza) fu un editto promulgato nel 313 a nome di Costantino I che allora era imperatore d’Occidente, e Licinio, imperatore d’Oriente, per porre ufficialmente termine a tutte le persecuzioni religiose e proclamare la neutralità dell’Impero nei confronti di qualsiasi fede. Fu il secondo editto di tolleranza religiosa dopo l’Editto di Serdica (311).
pubblicò un editto di tolleranza che sarebbe in realtà da definirsi un rescritto, in quanto confermava un precedente editto dell’Imperatore Galerio[1].

Alcuni resti dei palazzi imperiali di Milano, ristrutturati da Massimiano alcuni anni prima dell’Editto. Qui si vedono le basi di un’edicola che probabilmente era dotata di colonne, con attorno un corridoio e diversi locali. In uno di questi palazzi vi fu l’accordo tra Costantino e Licinio noto come l’Editto di Milano.
Il precedente editto, emanato il 30 aprile 311, concedeva una indulgenza ai cristiani, ovvero i cittadini che avendo “assecondato un capriccio erano stati presi da follia e non obbedivano più alle antiche usanze”. Il documento affermava che:
« in nome di tale indulgenza, essi farebbero bene a pregare il loro Dio per la Nostra salute, per quella della Repubblica e per la loro città, affinché la Repubblica possa continuare ad esistere ovunque integra e loro a vivere tranquilli nelle loro case. »

Il presupposto storico dell’Editto è da ricercare nell’ormai diffusa presenza dei cristiani in ogni strato sociale; molti convertiti occupavano sempre più spesso posizioni-chiave nella società imperiale, nonostante il rischio delle persecuzioni. L’editto aveva quindi l’intento sincretistico di comprendere in seno alla società romana dottrine religiose o filosofiche di origine diversa, allo scopo di rafforzare l’autorità statale.

Flavio Valerio Aurelio Costantino, conosciuto anche come Costantino il Grande e Costantino I (lingua latina: Flavius Valerius Constantinus; Naissus, 27 febbraio 274 – Nicomedia, 22 maggio 337), fu imperatore romano dal 306 alla sua morte. Costantino è una delle figure più importanti dell’Impero romano che riformò largamente e dove favorì la diffusione del cristianesimo. Tra i suoi interventi più significativi, la riorganizzazione dell’amministrazione e dell’esercito, la creazione di una nuova capitale a oriente (Costantinopoli) e la promulgazione dell’Editto di Milano sulla libertà religiosa.

È considerato santo e “simile agli apostoli” dalla Chiesa cristiana ortodossa e da alcune Chiese orientali cattoliche. Il suo nome non è però presente nel Martirologio Romano, il catalogo ufficiale dei santi riconosciuti dalla Chiesa Cattolica

L’Editto di Milano, comunque, costituì solo una fase transitoria nei rapporti fra impero e Cristiani e, pochi mesi dopo la sua stesura, già Licinio e Costantino si trovavano in disaccordo : per il primo, infatti, tale concessione era la massima possibile da parte dello Stato ; per il secondo, invece, si trattava solo di una base di partenza in vista di più ampie agevolazioni nei confronti dei Cristiani.

Category: Approfondimenti
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